Azioni di aerosiluramento del 36° Stormo
27 settembre1941 alle 12,15 il 36° Stormo decolla da Decimomannu diretto verso quel maledetto convoglio che si ostina ad avanzare verso Malta. Il 36° deve fermarlo, lo stormo è da poco giunto in Sardegna in sostituzione del 32°, dopo aver effettuato il passaggio sul nuovo trimotore Savoia Marchetti S.84 espressamente studiato per l’aerosiluramento che, doveva essere una versione migliorata dell’S 79, invece si è rivelato un aereo del tutto negativo. Gli equipaggi lo avversano preferendogli di gran lunga l’S79. L’S 84 è un po’ più veloce dell’S79 ma è un cassone, è duro e lento nel rispondere ai comandi ed in certi assetti di volo si fa fatica a tenerlo in volo. Nonostante queste pecche lo Stato Maggiore dell’Aeronautica lo ha adottato. Ad ogni modo i Piloti del 36° Stormo dei Gruppi 108° e 109°, sono decollati su due pattuglie di tre velivoli ciascuna ed a pelo sull’acqua vanno all’attacco del convoglio nemico. I caccia della portaerei Ark Royal si sono subito levati in volo ma bisogna andare avanti. L’intera flotta nemica spara su di loro e dall’alto piombano i caccia, sono solo in 6 contro una massa di navi e di aeroplani. Il maggiore Buri tiene il suo occhio fisso sulla nave da battaglia Nelson passando indomito tra fasci di proiettili, a giusta distanza sgancia il siluro. L’aereo alleggerito dal peso del siluro fa un balzo verso l’alto, Buri tira il volantino tutto a se e nello stesso tempo vira, l’alberatura della nave gli sfila sotto a pochi metri giusto per constatare che il suo siluro ha colpito la nave sulla prua.

In quella bolgia di fuoco giunge all’attacco anche la seconda pattuglia ed il primo aereo viene colpito in pieno rovesciandosi verso destra investendo un altro S 84, insieme precipitano in mare. I caccia inglesi sono molti e disimpegnarsi dai loro attacchi non è facile visto che l’S 84 ci mette un secolo a mutare l’assetto di volo. La pattuglia del 109° Gruppo al comando del Col. Seidl, Comandante dello Stormo, attacca il convoglio ma il lancio dei siluri non può avvenire in quanto i caccia inglesi si lanciano sui nostri S 84 che, privi della scorta caccia, sono impegnati ad evitare le micidiali raffiche degli agili caccia nemici. Dei 6 velivoli 3 vengono abbattuti perdono la vita gli equipaggi del Col. Seidl e gli equipaggi di 2 comandanti di squadriglia. Il 36° Stormo ha dato tutto se stesso per fermare quel convoglio, l’ordine era di attaccare e loro avevano attaccato pur sapendo di avere un aereo non idoneo a tale tipo di missione e con l’aggravante di essere privi della scorta caccia in quanto, a causa della limitata autonomia, essa era stata costretta a rientrare lasciando gli S 84 preda degli agili monoplani nemici.